Monday, 25 May 2015

Orientation: 3 bungalow e amici in 20 minuti

Ed è quando arriva l'orientation che capisci davvero che tutto questo è reale e che la Scozia è vicina. MA partiamo dall'inizio...
(parte in corsivo per "avventura 3 bungalow, parte normale per pensieri su orientation)
Dopo un viaggio di 6 ore tra pioggia, treni, corriere, semafori rotti e torri storte, io e altri exchange (soprattutto da Torino) siamo arrivati allo Spina village, un villaggio turistico vicino, 30 minuti, a Ravenna. L'acqua e le nuvole ci hanno accolto con un abbraccio caloroso e, dopo un'interminabile fila sotto due gazebo pioggerellanti e bagnaticci, tra pozzanghere e cartelline di plastica, sono arrivato nel bungalow che mi avrebbe dovuto ospitare per due giorni e mezzo; fin qui tutto bene, messo la valigia a suo posto e conosciuto uno dei miei ipotetici compagni, sono andato con un mio amico exchange (Care ciao sei un santo, God bless him, please) a visitare l'intero villaggio e a "mangiare" la cena; dopo la spiegazione delle regole siamo andati assieme ad altri exchange in un bungalow sino all'una di notte.
Sin qui vi chiederete "bene sei stato sveglio sino a tardi, hai incontrato la gente con cui ti sentivi da tempo, che c'è di male?"
Aspettate cari lettori, ora arriva il peggio.
Arrivato nel mio bungalow, dove vi erano per fortuna ancora le luci accese, ho conosciuto due dei miei tre ipotetici compagni di bungalow. Sì, ipotetici, perché in realtà erano quattro e il bungalow era da quattro, ovvero tutti i letti erano occupati; all'inizio il panico mi ha assalito, non sapevo che fare (mandar via i Wep buddy dell'Irlanda o no?!) ma poi mi è venuto in mente che Care (quello di prima) aveva un letto libero quindi la notte l'ho passata da lui (Dio lo benedica ripeto). Intanto la mattina era arrivata e sono iniziate le attività.
Il pomeriggio io e Care abbiamo trovato il bungalow vuoto, pulito e senza la nostra roba. Dopo essere andati alla reception abbiamo capito che la WEP si era sbagliata ad attaccare il portachiave alla chiave e il nostro bungalow era un altro. 
Fu così che in tre giorni ho cambiato tre bungalow.
Tralasciando questi eventi tragicomici, anche se tutto va letto dal punto di vista *siamo all'orientation uau non mi frega niente di quello che accade attorno a me* posso dire con la certezza che questo weekend è stato uno dei migliori di sempre!
Tutti erano simpatici, disponibili (per esempio appena ti sedevi a un tavolo tutti ti iniziavano a parlare anche se non li avevi mai visti) e la WEP si è impegnata a fondo per prepararci all'esperienza prossima all'inizio.
I 1000 exchange presenti nel villaggio erano stati divisi in 1828 gruppi in base alla loro destinazione (ogni gruppo aveva nomi banali e improponibili, il mio era FISH&CHIPS ahaha) e ciascuno di essi partecipava a rotazione a delle attività (es. scuola famiglia regole differenze culturali).
Ma ora tralascio le parti più "tecniche" per tenervi la sorpresa a voi futuri exchange e per parlare dei ragazzi presenti allo spina. 
Ho legato moltissimo con alcuni di loro (ai saluti finali ci sono stati alcuni che hanno pianto!). È una cosa stranissima, io che di solito per rompere un minimo il ghiaccio ci metto 3 giorni, che sono freddo e che appena uno sconosciuto mi parla divento rosso, essere già amico di tutti dopo venti minuti su un binario della stazione di bologna.
Ci sono stati dei momenti in cui non riuscivo a camminare da quanto ridevo (I'm not kiddin')  per battute anche pessime ("voglio andare a cavallo su quel cane" diceva Chiara indicando un cane gigante; "no a cane" rispondeva Tommaso (OK dopo sta battuta chiuderete il blog adddio)) o per televendite di scarpe con donne che se le accarezzavano con amore. In questa orientation nessuno sapeva più che accento avesse, tutti avevano preso l'accento di altri.
In questa orientation ho abbracciato tantissime persone, più di quelle che abbia mai abbracciato in tutta la mia vita.
In questa orientation ci sono stati i pianti ai saluti (pensate con gli amici che ci faremo all'estero.......).
Ora sono qui, dopo aver ripreso la routine normale. Sto pensando a quanto distanti saremo io e tutti gli altri exchange (chi in mezzo ai mormoni (Silvy e ali), chi tra i francesi snob (Sary), chi da un padre giocoliere nelle montagne del Michigan(Care)), a quanto parleremo tra di noi della nostra esperienza, a come ci aiuteremo, anche se distanti 9000km,  se avremo la hmum che ti fa diventare una colf rumena o se nella classe di inglese avremo la cheerleader più stronza del mondo che prenderà in giro il nostro accento. E anche se cambieranno interiormente ci sarà sempre quello stra gentile (Dio lo ribenedica) che ha condiviso il matrimoniale con me, anche se di persona mi conosceva da 1 giorno; quella che se ride non si ferma più e che buttava mutande dalla finestra alle elementari; quella (un concentrato di acidità alto un metro e sessanta tutto caschetto e sarcasmo) con cui a Bologna (nel distretto 13 italiano), presi dal panico, ho tentato di salire le scale mobili all'incontrario (invano), che rideva della mia erre moscia e che mi ha già chiesto di farle un maglione con la lana delle pecore scozzesi; quella da Napoli che ha portato la frolla a Bologna e che l'ha condivisa con tutti; quella con cui ho la stessa passione per il Giappone (speriamo di visitarlo assieme mh) e che mi ha regalato le sue bacchette; quella che ride appena apri bocca e ti dà l'idea di piegare la bandiera della Nuova Zelanda per fare la foto con Union Jack; quella che era emozionata di dormire con un mio compagno di bungalow e che anche sa il francese quasi come una madrelingua ma non lo vuole parlare. Tutti loro saranno sempre per me Care, Rena, La Silvy, La Sary, La Chiarasuora, La Anto, La Gaia, La Ire, Simona, Marti (pensavo fossero delle antipatiche perchè non scrivevano mai sul gruppo Whatsapp ma invece si sono rivelate l'esatto opposto), Emi, Pier, Ellie, La Ali (veneta nel midollo) Mati, Giuly e tutti quelli che ho dimenticato. Ci saranno sempre tutti, anche se cambiati, e saranno sempre gli stessi.
Una cosa che mi è piaciuta moltissimo è stata la letter to myself: abbiamo scritto una lettera con le nostre ansie, speranze e paure (abbastanza seria a dir la verità) che apriremo, per chi fa l'anno, il 30/01/2016. Ho scritto alla fine di essa di ricordarmi di tutti i miei amici ma anche di tutti i miei amici dell'orientation e di non dimenticarli perché unici nel loro genere e tutti accumunati dal fatto di partire a 16 anni per un anno in un paese straniero.
Vi salutoo, un po' triste perché l'orientation è finita, felice perché significa che la Scozia è vicina.
Ringrazio tutti quelli che hanno reso questa orientation così speciale e spero di rivedervi presto. Siate forti e rimanete voi stessi anche all'estero, che siete perfetti così come siete.
~Tommaso


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